Correre in sicurezza. Perché correre non è sufficiente a star bene.

Dott.ssa Beatrice Giurlani
10 Febbraio 2021

Correre può sembrare un'attività elementare, ma non è così. Si tratta infatti di uno degli sport più difficili da correggere dal punto di vista tecnico, poiché il gesto atletico viene considerato dai più come "istintivo" e riprodotto come tale, ma ciò può ridurre le prestazioni dell'atleta e aumentare il rischio di infortunio.

L'importanza di essere in forma

Molto spesso infatti la corsa viene vista come un’attività per rimettersi in forma, quando al contrario bisognerebbe essere in forma per guadagnarsi il diritto di correre senza andare incontro a spiacevoli inconvenienti. Non a caso l’82% delle persone che corrono su strada si infortunano almeno una volta durante l’anno.

Se non vuoi entrare a far parte di queste tristi statistiche è fondamentale dedicare un po' di tempo alla tua preparazione atletica lavorando con dei professionisti del settore che possano aiutarti ad individuare eventuali punti di debolezza del tuo fisico o errori del tuo gesto atletico.

Migliorare il gesto della corsa

Attraverso la consapevolezza e l’attenzione del nostro corpo possiamo costantemente migliorare il gesto della corsa, permettendo alla biomeccanica di esprimersi nel modo più efficiente possibile.

Cerca di fare attenzione a:

  • Cadenza troppo lenta - è abbastanza immediato capire come la nostra velocità sia il risultato del numero dei passi, moltiplicato per la lunghezza della falcata, quindi più passi faremo in un minuto, più rapida sarà la nostra andatura. Al contrario accade spesso, soprattutto con i neofiti, che per cercare di accelerare, anziché aumentare la cadenza (numero di passi al minuto), si allunghi la falcata. In questo modo il piede atterra davanti al nostro baricentro, creando un effetto leva contrario al senso di marcia. E’ un po come se ti puntellassi in avanti impedendoti di procedere consumando moltissime energie senza beneficio per la corsa. La frequenza dei passi dovrebbe essere tra 170 e 190/minuto, maggiore quando si tratta di professionisti.
  • Mito dell’appoggio sul tallone - chiunque ti dica che per correre sia meglio atterrare sul tallone, ti sta trasmettendo un’informazione errata per due motivi: il primo è che la rullata con appoggio sul tallone dissipa molta più energia dell’appoggio sull’avampiede; il secondo è che sovraccarica ossa e muscoli della parte posteriore del piede. Inoltre questo tipo di appoggio, tende a far cadere il piede più avanti rispetto alla linea verticale tra fianchi e terreno, frenando il soggetto nella corsa, come spiegato sopra. L’appoggio sul tallone è un movimento proprio della camminata, che non deve essere trasferito nella tecnica della corsa. Se vuoi migliorare il tuo appoggio nella corsa, prova a togliere le scarpe e fare piccoli tratti a piedi nudi su sabbia e/o erba. Vedrai che naturalmente il tuo appoggio migliorerà. Attenzione a svolgere una transizione progressiva.
  • Parte alta contratta o troppo abbandonata - nella corsa si vogliono sempre evitare dispendi di energia inutili, soprattutto quando si hanno a che fare con lunghe distanze. Verifica che il sistema testa-collo-spalle sia inclinato leggermente in avanti, ma sempre in linea retta con i fianchi in modo da non rilassarti eccessivamente, rischiando di comprimere il diaframma e peggiorando di conseguenza la respirazione.
  • Poca mobilità - nella media un corridore spende circa 40 ore alla settimana seduto alla scrivania. Lo stile di vita sedentario della società moderna, combinato con il naturale invecchiamento, porta ad una riduzione inevitabile della mobilità articolare e a squilibri muscolari. La mobilità è la chiave di una falcata armoniosa nella corsa e di una fase di spinta che abbia effetto. Se ad ogni falcata si potessero aggiungere anche solo 5 cm (apparentemente un’inezia), in 180 falcate (1 minuto) si percorrerebbero 9 metri in più, che in un’ora sono 540 metri, ovvero una bella differenza… Che cosa pensi adesso? Vale la pena lavorare sulla tua mobilità?
  • Curare la resistenza e la velocità, ma non il potenziamento - la resistenza non è difficile da raggiungere, basta correre con costanza; la velocità è una condizione che si può ottenere con allenamenti mirati facendo allunghi, ripetute, fartlek, etc… ma il rinforzo specifico della zona del core, la stabilità o la correzione degli squilibri muscolari devono essere organizzati e curati nel training settimanale per raggiungere la sicurezza di correre senza dolori e prevenire gli infortuni.

Ora è il momento perfetto per lavorare sulle debolezze e accumulare piccole soddisfazioni, per la preparazione di una vera gara, che speriamo sia sempre più prossima.

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