IASTM in fisioterapia. Tutto quello che devi sapere.

Dott.ssa Beatrice Giurlani
10 Febbraio 2021

E’ arrivato il momento di scoprire a cosa servono e cosa sono questi fantomatici IASTM. Per prima cosa, che vuol dire IASTM?

Cos'è il IASTM

Si tratta di un acronimo (Instrument Assisted Soft Tissue Mobilization) che tradotto significa strumenti per la mobilizzazione assistita dei tessuti molli. In pratica affiancano la mano del terapista per lavorare su cute, muscoli e fascia. Si tratta di strumenti utilissimi nel caso di restrizioni fasciali, fibrosi di tessuti molli, dolori cronici e infiammazioni acute. Come in qualsiasi altro trattamento, l’associazione con l’esercizio terapeutico e la terapia fisica, dovrebbe essere la regola nell’interesse del paziente per amplificare l’efficacia del trattamento.

I tessuti hanno un margine di adattamento/compenso in cui possono tollerare svariati stimoli e sovraccarichi, prima che si sviluppi una situazione di infortunio. Questi tessuti, se vengono stressati troppo, o troppo velocemente, per esempio in un incidente, possono andare incontro a dei danni. Il nostro cervello è organizzato per azionare un meccanismo di allerta (il dolore) per aiutarci a capire quali situazioni possono essere pericolose. In questo modo, il dolore non è una sensazione della normalità, ma è un meccanismo importantissimo di difesa e di sopravvivenza.
Nel dolore cronico, tuttavia, questo sistema di allerta non è efficace ed è sensibilizzato, al punto da entrare in azione molto prima con un segnale di allerta, anche prima di arrivare al livello massimo di tolleranza dei tessuti. Quando questo accade, piccoli stimoli non nocivi, azionano una risposta di dolore nel cervello smisurata. Il dolore diventa in questo caso inappropriato e privo di protezione dal momento che non si verifica alcun danno effettivo.

Gli obiettivi del trattamento

L’obiettivo di un trattamento miofasciale con strumenti nel dolore persistente è quello di fornire gradualmente al corpo uno stimolo nuovo che riesca a non attivare il meccanismo di protezione del dolore, ma che attraverso un’esposizione mirata, basata su diverse frequenze, profondità e tempo di applicazione, possa restare al di sotto della linea di soglia dell’infiammazione e lentamente aumentare la capacità di tolleranza dei tessuti (stimolazione neurofisiologica). Aumentando la capacità del corpo di tollerare più stress, lo possiamo sfidare con nuovi e più ampi movimenti.

Con l’utilizzo di uno strumento adeguato si possono effettuare manovre che possono ridurre anche restrizioni fasciali o tessuto cicatriziale a seguito di un intervento chirurgico. I benefici includono l'aumento della proliferazione dei fibroblasti, l’aumento della risposta vascolare e il rimodellamento della matrice di fibre di collagene non organizzate.
Cominci a capire quanto sia importante saper integrare questi strumenti nella riabilitazione per avere un effetto maggiore nella tua seduta? La cosa positiva è che il tuo terapista sarà più profondo, più selettivo e più specifico nel trattamento, con un bonus extra di lavorare con un'ergonomia adeguata per le sue mani che lo ringrazieranno in futuro limitando possibili patologie da usura. L’importante è avere sempre l’occhio puntato sul fine, “perché è sempre il fine che giustifica i mezzi”.

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